• Document: Come fare una lezione efficace
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DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE E PSICOLOGIA Come fare una lezione efficace Prof. Antonio Calvani – antonio.calvani@unifi.it PREMESSA Da cosa dipendono i risultati degli apprendimenti a scuola? E’ una domanda al centro del dibattito attuale. La grande quantità di test comparativi sui risultati scolastici come il PIRLS (Progress in International Reading Literacy Study), il TIMSS (Trends in International Mathematics and Science Study, il PISA (Programme for International Student Assessment), il PIAAC (Program for the International Assessment of Adult Competencies)(Glossario), hanno fornito elementi interessanti a questo riguardo. Cfr. http://thelearningcurve.pearson.com/ Antonio Calvani – Università degli Studi di Firenze 2 Quanto incidono componenti socio-culturali (e personali) esterne alla scuola? CONTESTO SOCIOCULTURALI E PERSONALI (60-70%??) 1. Risultato degli apprendimenti Antonio Calvani – Università degli Studi di Firenze 3 Quanto incide il setting scolastico? SETTING SCOLASTICO (20--40%) 1. Risultato degli Scuola Classe apprendimenti Antonio Calvani – Università degli Studi di Firenze 4 Fattori principali che intervengono «a monte» Risultato degli apprendimenti dipende da 1. Aspettative e rilevanza data alla scuola da parte della società e della famiglia 2. Cultura: convinzione che tutti possono farcela (vedi Schleicher, Pisa) 3. Livello linguistico, abitudini di vita della famiglia 4. Collaborazione da parte delle famiglie verso la scuola Nell’alunno: 1. Livello linguistico ed attitudine ad apprendere 2. Preconoscenze 3. Autorappresentazione ed autoefficacia 4. Capacità metacognitive 5. Autocontrollo /autonomia posseduta Antonio Calvani – Università degli Studi di Firenze 5 Management della scuola: quali aree d’intervento? • Leadership • Condivisione di regole per la gestione dei comportamenti e obiettivi • Deontologia professionale e senso istituzionale • Chiarezza/ coerenza sull’impianto curricolare e sistemi di valutazione • Concentrazione sull’impegno/ miglioramento didattico operativo (es. lesson study) • Clima/atteggiamento «challenging» e «open minded» Antonio Calvani – Università degli Studi di Firenze 6 Il fattore insegnante e la qualità della lezione • Il problema della formazione degli insegnanti rappresenta oggi a livello internazionale una priorità strategica per lo sviluppo economico e sociale dei paesi. • Si sa ormai che, a parità di contesto socioculturale e scolastico (nella stessa scuola), un insegnante può fare una sensibile differenza. Antonio Calvani – Università degli Studi di Firenze 7 Il fattore insegnante e la qualità della lezione • Si sa molto sul comportamento di insegnanti esperti, capaci di far conseguire agli alunni migliori obiettivi: – indagini comparativa su larga scala (meta-analisi, systematic review, best evidence synthesis), – risultanze delle ricerche internazionali (in particolare quelle dell’OCSE), – possibilità di accesso consentite dall’evoluzione di motori di ricerca così potenti come Google (a cui si aggiunge nel contesto del web 2.0, lo straordinario apporto della videoeducazione) Antonio Calvani – Università degli Studi di Firenze 8 Quali fattori concorrono • Fattori di personalità • Attitudine «epistemologico didattica» Antonio Calvani – Università degli Studi di Firenze 9 «Attitudine epistemologica» • Saper individuare le conoscenze e strutture essenziali della struttura dei saperi che deve trattare (quelle da cui dipendono conoscenze correlate o di ordine inferiore) (le big ideas) . • Avere atteggiamento cognitivamente flessibile: avere confidenza con i contenuti in modo da riuscire a “giocare” con essi – decostruendoli e ricostruendoli • Riuscire a mettere i contenuti in corrispondenza con le preconoscenze degli allievi e ad immaginarli in termini di processi cognitivi più superficiali (nozionali) o più approfonditi • Saper bilanciare conoscenze di base con momenti di comprensione approfondita, Antonio Calvani – Università degli Studi di Firenze 10 «Traduzione in obiettivi operazionalizzati» • Accetta le sfide: non favorisce una logica al ribasso (del tipo “fai del tuo meglio”), • Guida in modo diretto i propri studenti verso obiettivi didattici ben definiti • Concentra soprattutto la propria attenzione

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