• Document: CONTROLLO DI UN'OFFICINA PER RIPARAZIONI MECCANICHE IPOTESI OPERATIVA
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Commercio – Marzo 2014 CONTROLLO DI UN’OFFICINA PER RIPARAZIONI MECCANICHE Brig. RICCA Mario – Vice Comandante Capo Equipaggio Aliquota Radiomobile Compagnia Carabinieri S.Angelo dei Lombardi (AV) - Cavaliere della Repubblica al Merito. CONTROLLO DI UN'OFFICINA PER RIPARAZIONI MECCANICHE IPOTESI OPERATIVA Gli Agenti di Polizia Locale vengono informati da alcune persone che all’interno di un locale vi è un soggetto che esercita l’attività di autoriparazioni, arrecando disturbo. Gli Agenti, pertanto, si recano sul posto, ed accertano che il soggetto non ha alcuna autorizzazione amministrativa all’esercizio di tale attività ed inoltre non è in regola con le norme sui rifiuti e sullo smaltimento dei reflui fognari. COSA SAPERE Le norme legislative di riferimento sono: AGGIORNAMENTO L. n. 122/92, art. 10 (Vigilanza e sanzioni) 1. Le province e i comuni vigilano sull'applicazione della presente legge. 2. L'esercizio dell'attività di autoriparazione da parte di una impresa non iscritta nel registro di cui all'articolo 2 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire diecimilioni a lire trentamilioni e con la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l'attività illecita. 3. L'esercizio, da parte di una impresa, di attività di autoriparazione di pertinenza di sezioni del registro di cui all'articolo 2 diverse da quella in cui l'impresa è iscritta è punito, salvo il caso di operazioni strettamente strumentali o accessorie rispetto all'attività principale, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquemilioni a lire quindicimilioni e con la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l'attività illecita. Se la violazione sia ripetuta, si fa luogo alla cancellazione dell'impresa dal registro di cui all'articolo 2. 4. Chiunque viola la disposizione di cui all'articolo 6 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire centomila a lire cinquecentomila. D.Lgs. n. 152/06, art. 190 (Registri di carico e scarico) 1. I soggetti di cui all'articolo 189, comma 3, hanno l'obbligo di tenere un registro di carico e scarico su cui devono annotare le informazioni sulle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti, da utilizzare ai fini della comunicazione annuale al Catasto. D.Lgs. n. 152/06, art. 258 (Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari) 2. Chiunque omette di tenere ovvero tiene in modo incompleto il registro di carico e scarico di cui all'articolo 190, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 2.600,00 a € 15.500,00 – PMR entro 60 giorni € 5.200,00. Se il registro è relativo a rifiuti pericolosi si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da € 15,500,00 a € 93.000,00 – PMR € 31.000,00, nonché la sanzione amministrativa accessoria della sospensione da un mese a un anno dalla carica rivestita dal soggetto responsabile dell'infrazione e dalla carica di amministratore. 3. Nel caso di imprese che occupino un numero di unità lavorative inferiore a 15 dipendenti, le misure minime e massime di cui al comma 2 sono ridotte rispettivamente da € 1.040,00 a € 6.200,00 – PMR € 2.080,00 per i rifiuti non pericolosi e da € 2.070,00 a € 12.400,00 – PMR € 4.140,00 per i rifiuti pericolosi. Il numero di unità lavorative è calcolato con riferimento al numero di dipendenti occupati mediamente a tempo pieno durante un anno, mentre i lavoratori a tempo parziale e quelli stagionali rappresentano frazioni di unità lavorative annue; ai predetti fini l'anno da prendere in considerazione è quello dell'ultimo esercizio contabile approvato, precedente il momento di accertamento dell'infrazione. D.Lgs. n. 152/06, art. 124 (Autorizzazione agli scarichi) 1. Tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati. 2. L'autorizzazione e' rilasciata al titolare dell'attivita' da cui origina lo scarico. D.Lgs. n. 152/06, art. 133 (Sanzioni amministrative) 2. Chiunque apra o comunque effettui scarichi di acque reflue domestiche o di reti fognarie, servite o meno da impianti pubblici di depurazione,senza l'autorizzazione di cui all'articolo 124, oppure continui ad effettuare o mantenere detti scarichi dopo che l'autorizzazione sia stata so

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