• Document: MASARYKOVA UNIVERZITA FILOZOFICKÁ FAKULTA. Tabù, eufemismo e disfemismo. nel. Bertoldo e Bertoldino col Cacasenno
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MASARYKOVA UNIVERZITA FILOZOFICKÁ FAKULTA Ústav románských jazyků a literatur Tabù, eufemismo e disfemismo nel Bertoldo e Bertoldino col Cacasenno Magisterská diplomová práce Vedoucí práce: PhDr. Jan Pavlík Monika Skokanová Brno 2010 Prohlašuji, že jsem diplomovou práci vypracovala samostatně s využitím uvedených pramenů v bibliografii a tištěná verze je totožná s verzí elektronickou. -2- Panu PhDr. Janu Pavlíkovi děkuji za pečlivé a odborné vedení. Jeho podnětné rady a cenné připomínky napomohly vzniku této práce. -3- Indice: 5 PREFAZIONE TABÙ, EUFEMISMO E DISFEMISMO 7 1. INTRODUZIONE 8 2. TABÙ LINGUISTICO 12 2. 1. CATEGORIZZAZIONE DEL TABÙ 15 2. 2. EUFEMISMO 19 2. 3. DISFEMISMO 25 2. 4. MECCANISMI LINGUISTICI 30 3. CONCLUSIONE TABÙ NEL BERTOLDO E BERTOLDINO COL CACASENNO 31 1. CATEGORIZZAZIONE DEL TABÙ 31 1.1. TABÙ MAGICO-RELIGIOSO 41 1. 2. TABÙ SESSUALE 45 1. 3. TABÙ SCATOLOGICO 55 1. 4. TABÙ SOCIALE 71 2. DISFEMISMI 71 2. 1. IMPRECAZIONI 73 2. 2. OSCENITÀ 74 2. 3. INSULTI 76 2. 4. MINACCE 78 2. 5. MALEDIZIONI 78 2. 6. GERGO - SLANG 80 3. CONCLUSIONE 83 BIBLIOGRAFIA -4- PREFAZIONE Cacasenno? «Erminio udendo questo nome ridicoloso di Cacasenno ne prese grandissimo gusto,[…]».1 L‟insolito nome del protagonista ha attirato anche la nostra attenzione. La Novella di Cacasenno è la terza parte in una specie di saga di tre generazioni connesse alle tradizioni popolari italiane. La prima e la seconda parte nascono dalla penna di Giulio Cesare Croce, famoso cantastorie bolognese nato a San Giovani in Persiceto nel 1550, che si è ispirato dall‟anonimo Dialogus Salomonis et Marcolphi. Nella prima parte Le sottilissime astuzie di Bertoldo viene presentato il personaggio chiave, un mostro sapiente che riesce a conquistare il re e la sua corte. Lo scrittore, facendo un salto indietro di mille anni, conduce il suo personaggio contadino alla corte dei Longobardi con il loro re Alboino, conosciuto nella storia per la sua crudeltà spietata. Alboino che: «si era insignorito quasi di tutta Italia, tenendo il seggio reggale nella bella città di Verona»2 viene confrontato con «un villano, chiamato per nome Bertoldo»:3 e lo spietato re diventa un «babuino»,4 che invece di esser salutato con un inchino di testa, viene onorato «con le natiche»5 di Bertoldo. Questo villano astuto, con la capacità di aver sempre la risposta pronta oltre la spiegazione logica per ogni cosa che fa, riesce non soltanto a cavarsela con il re Alboino ma per di più viene da lui ammirato e rispettato. Nonostante tutta la saggezza di Bertoldo al contrario il piccolo figlio Bertoldino sembra matto. Il protagonista della seconda parte, Le piacevoli e ridicolose semplicità di Bertoldino, prende tutto al rovescio, sollazza i suoi antagonisti cortigiani e fa dispiaceri a sua madre Marcolfa: «[…] fino a quest'ora la corte t'abbia scorto per un buffalaccio, e già gli hai cominciato a dar da ridere e gliene darai ogn'ora più. Bertoldino. Le corti ridono dunque esse ancora? Ma dove hanno elle la bocca?».6 1 A. Banchieri, Novella di Cacasenno, p. 75. 2 G. C. Croce, Bertoldo e Bertoldino, p. 5. 3 Ibid. 4 Ibid., p.17. 5 Ibid. 6 Ibid., p. 52. -5- I racconti escono dalla stampa nel 1606 e tre anni dopo lo scrittore, che ha sul suo conto oltre seicento opere, muore all‟età di cinquantanove anni a Bologna. Bertoldo e Bertoldino, questi due personaggi non lasciano in ozio il coetaneo bolognese Antonio Banchieri (1568 - 1634) che sotto lo pseudonimo Camillo Scaligeri della Fratta dà la vita al terzo eroe. Tutti e due gli scrittori, che vivono a cavallo fra il XVI e il XVII secolo a Bologna, soffocati dalle censure della Controriforma mostrano la sapienza della bassa classe sociale dove trionfano intuito, fiuto e sagacia. Questo mondo di persone quasi sempre analfabete ha una sua cultura fatta di proverbi, detti, indovinelli, favole e storielle saporite anche di materia fecale. Svincolandosi così dalle moralità medievali questi tre eroi successivi con il loro linguaggio diretto, espressivo e grossolano, con le battute comiche e grottesche ma contemporaneamente aggressive e spietate, con il loro linguaggio basso si contrappongono ai modi della corte miope e ottusa. Noi scruteremo questi tre personaggi celebri con il loro linguaggio farcito di espressioni veementi. -6- TABÙ, EUFEMISMO E DISFEMISMO 1. INTRODUZIONE «Il punto di partenza di uno studio come questo, sono le ragi

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