• Document: Memoria ed epigrafia. Il pauper a Roma nel I secolo d.c., un progetto in corso*
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Pyrenae 43-1_Pyrenae 18/06/12 08:29 Página 7 PYRENAE, núm. 43, vol. 1 (2012) ISSN: 0079-8215 (p. 7-45) © Maria Letizia Caldelli; Cecilia Ricci, 2012 – CC BY-NC-ND REVISTA DE PREHISTÒRIA I ANTIGUITAT DE LA MEDITERRÀNIA OCCIDENTAL JOURNAL OF WESTERN MEDITERRANEAN PREHISTORY AND ANTIQUITY Memoria ed epigrafia. Il pauper a Roma nel I secolo d.C., un progetto in corso* MARIA LETIZIA CALDELLI Dipartimento di Scienze dell’Antichità. Sapienza - Università di Roma Piazzale A. Moro, 5 - 00185 Roma marialetizia.caldelli@uniroma1.it CECILIA RICCI Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione (Sede di Isernia). Università degli Studi del Molise Via Mazzini, 8 - 86170 Isernia cecilia.ricci@unimol.it Un progetto di ricerca portato avanti dalle due Autrici si propone di indagare le caratteristiche e le eventuali modifiche nelle pratiche funerarie epigrafiche della ‘classe media’ urbana nel primo seco- lo del Principato. Dopo aver chiarito il perché della cronologia indicata e chi s’intende indicare con la parola pauper, viene proposto un esempio dell’analisi in corso di realizzazione, concentrando l’attenzione su 14 epitaffi di individui del mondo dello spettacolo, selezionati in base a diversi cri- teri. Il commento comprende: l’impatto del monumento urbano in relazione ad altri edifici esi- stenti, il ritratto del defunto attraverso i dati biografici e altri elementi, il ruolo occupato nella società, il rapporto tra i vivi e i morti, attraverso l’utilizzo di epiteti specifici, il modo particolare in cui s’indicano le relazioni familiari, i divieti, le minacce, l’espressione della volontà testamentaria. PAROLE CHIAVE ‘MEDIA PLEBS’, EPIGRAFIA FUNERARIA, ROMA, I SECOLO D.C. A research project carried out by the two Authors aims to investigate the characteristics and possible changes in epigraphic funerary practices of ‘middle class’ of Rome in the first century of the imperial age. After clarifying the reasons for the chronology indicated and who is signified with the word ‘pauper’, here is an example of the analysis in progress, focusing on 14 epitaphs made for people from the entertainment world. The review includes: the impact of urban monument in relation to other existing buildings, a biographical portrait of the deceased, through biographical data and other factors, the role played in society, the rela- tionship between the living and dead, through the use of specific epithets, the particular way in which family relationships have been indicated, prohibitions, threats, the expression of the will and testament. KEY WORDS ‘MEDIA PLEBS’, FUNERARY EPIGRAPHY, FIRST CENTURY AD, ROME * La ricerca è stata concepita e preliminarmente discussa congiuntamente dalle due autrici; tuttavia, i primi 4 para- grafi (pp. 8-17) sono di C. Ricci, i secondi 5 (pp. 17-31 e pp. 35-38) sono di M.L. Caldelli. Le considerazioni finali (pp. 31-34) e lo short text (pp. 39-40) sono stati redatti a cura di entrambe. Data de recepció: 20-02-2012. Data d’acceptació: 15-03-2012 7 Pyrenae 43-1_Pyrenae 18/06/12 08:29 Página 8 M.L. CALDELLI; C. RICCI Memoria ed epigrafia. Il pauper a Roma del I seccolo d.C., un progetto in corso Introduzione Nel presentare i contributi di un volume collettaneo sulla commemorazione dei defun- ti nell’antica Roma, Richard Saller si finge stupito che le conclusioni cui giungono due studiosi che si occupano di testi e monumenti coevi siano quasi del tutto divergenti.1 Lo stupore simulato lascia presto il posto alla riflessione: «The reason for the entirely different narratives lies in the fact that Bodel’s study is based on larger collective burial groups of more modest economic strata on average than Wallace-Hadrill’s» (Saller, 2008: 2). Il diverso quadro restituito da Wallace-Hadrill e da Bodel sarebbe da attribuire alla diversa tipologia monumentale studiata: nel primo caso, le tombe a camera dei romani aristocratici; nel secondo, i cosiddetti colombari, grandiosi complessi al loro interno arti- colati in ambienti spaziosi destinati ad accogliere, nei grandi numeri, le ceneri di romani modesti. Sono quelle ‘narrazioni completamente diverse’ che hanno attratto la nostra atten- zione, per la verità non per la prima volta, in virtù di quanto le conoscenze epigrafi

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